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da http://animali.tiscali.it/
Maiali sepoliti vivi nella neve, la folle sperimentazione sugli animali non ha fine

di Oscar Grazioli
15 gennaio 2010. La follia della sperimentazione sugli animali, e la conseguente trasposizione dei dati agli esseri umani, sembra non avere fine. D’altronde, come ampiamente dimostrato nel passato remoto e recente, l’enorme business che ruota attorno alla vivisezione è il primo volano di questa pratica criminale, mentre il secondo riguarda i punteggi che i ricercatori si aggiudicano attraverso pubblicazioni inutili e anzi addirittura fuorvianti.
Mentre in Europa si discute ancora, dopo anni di pressioni da parte delle associazioni animaliste, sulla data in cui finalmente terminerà l’oscena sperimentazione di rossetti, ciprie, dopobarba ecc. sugli occhi dei conigli per indovinare se poi saranno irritanti per l’uomo (la famigerata dicitura “dermatologicamente testato”), mentre, contrariamente alle aspettative, sia in Europa che in America (non parliamo dei paesi asiatici da cui non trapela nulla e quel che trapela toglie il sonno) le cavie avviate alla vivisezione pare subiscano un aumento di numero anziché una diminuzione, nella civilissima Austria si sta conducendo una sperimentazione che porterà sicuramente a risultati in grado di cambiare il destino dell’uomo.
Questa volta le cavie sono i maiali, peraltro già abituati a questo ruolo per una loro pretesa affinità con gli uomini a livello cardiaco. Naturalmente niente di più sbagliato: il cuore dei maiali, potrà anche essere anatomicamente più simile all’uomo di quello del cane, ma è “governato” da un sistema neurovegetativo completamente diverso da quello umano che rende il suo funzionamento affatto differente al punto di vista fisiologico. Non sono bastati gli esperimenti del Taser (l’arma immobilizzatrice) che sembravano deporre per un’analogia tra maiale e uomo e sono poi stati definitivamente contraddetti da studi che hanno posto in luce profonde differenze.
Ora a Vent (Austria), con l’appoggio dell’Istituto per la medicina d’emergenza in montagna di Bolzano, 29 maiali saranno sepolti vivi nella neve per studiare gli effetti di soffocamento e assideramento nell’uomo (sic). I più sfortunati saranno lasciati con la testa fuori per studiare la lenta morte per congelamento, mentre gli altri saranno sepolti nella neve artificiale dove troveranno una morte più rapida, ma non meno angosciante, per soffocamento. Dopo morti verranno prelevati tessuti per analisi istologiche che, come ho scritto, sono certo cambieranno il destino dell’uomo e il futuro di chi va a sciare: magari nel fuori pista dopo 200 avvertimenti della protezione civile sul rischio di valanghe.
Non lo so ma a me ricorda quegli “scienziati” che studiavano in quanto tempo moriva, di fame, di sete o di sonno un gatto per applicare poi le “conoscenze” all’uomo. Solo che si trattava di un secolo fa che, se non è una giustificazione, è una debole attenuante. Lascio a voi i commenti.